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martedì 12 giugno 2012

Storia delle macchine

Nel medioevo, nonostante esso sia (ingiustamente) considerato un periodo buio e sterile, ci furono numerose innovazioni soprattutto in ambito militare. Un aspetto che acquista importanza è quello della modularità, ossia dell'esigenza di avere armi e macchine da guerra con elementi interscambiabili e facilmente trasportabili.
Per trasportare velocemente e senza troppo pericolo le attrezzature per un assedio, per esempio, era molto utile farle spostare smontate in più pezzi da diverse persone, per poi ricomporle nel luogo in cui servivano. L'operazione di assemblaggio doveva essere eseguita rapidamente ed eventualmente anche se non erano presenti tutte le parti. Perciò erano estremamente importanti l'universalità, l'interscambiabilità e la modularità delle macchine da guerra.


Nei teatri di macchine del XVII secolo le descrizioni delle macchine sono corredate da immagini in cui gli oggetti sono smontati, per illustrare anche il loro interno e il modo in cui funzionano. Spesso si trovano dei veri e propri esplosi, con i componenti disegnati a lato, come nel "Novo teatro di machine" di Vittorio Zonca, in cui per la prima volta appare anche la scala grafica.
Anche nell'Encyclopedie di Diderot e d'Alembert le voci presentano illustrazioni esplicative, anche se non molto chiare: "L'opera ha un grande valore documentario perché i ricchi apparati iconografici permettono di entrare negli atelier, smontano le macchine, svelano le varie fasi delle lavorazioni più complesse."
Vittorio Marchis, Storia delle macchine (pag. 173)


lunedì 11 giugno 2012

Personaggi

Fidia
Rientrato ad Atene da Olimpia, nel 433 a.C. fu vittima delle lotte politiche ateniesi: per screditare il suo protettore, Pericle, fu accusato di essersi appropriato di una parte dell’oro da utilizzare per l’Atena Parthenos. Fidia riuscì a provare la sua innocenza solo smontando e facendo pesare le parti d’oro della statua (alta 12 metri). Prosciolto da quest'accusa, fu però nuovamente accusato, questa volta di empietà, per essersi raffigurato insieme a Pericle sullo scudo della dea. Venne prima imprigionato e, quindi, esiliato a Olimpia, dove lo coglierà la morte.
Ricostruzione di come poteva essere la statua di Atena Parthenos, andata perduta

venerdì 8 giugno 2012

Brevetti


Nel 1808 G.L. Holt spiega come montare e come smontare il suo punteruolo (Awl)







Nei primi decenni del '900 gli inventori elencano tra le caratteristiche delle proprie macchine la possibilità di smontarle e ne lodano la facilità di montaggio e smontaggio dei componenti per eventuali manutenzioni.
In epoca più recente, invece, sono numerosissimi i brevetti degli Stati Uniti che presentano dispositivi e tecniche appositi per lo smontaggio di cose più o meno concrete.
Eccone alcuni esempi:
4305194 - Disassembly tool, 1981
4112578 - Apparatus for disassembling pallets, 1978    
5148590 - Portable chain disassemble device, 1992
6324740 - Universal joint disassembly tool, 2001
6578246 - Disassembling device, 2003


7036112 - Multi-mode specification-driven disassembler, 2006
7489694 - Cell disassembly unit, 2009




7493683 - Method of disassembling an automobile, 2009



8020297 - Method for disassembling boiler, 2011

domenica 3 giugno 2012

Macchine

Le parole "macchina" e "smontare" possono essere accostate in modi diversi per formare due diversi significati.
Possono essere considerati macchine per smontare tutti gli attrezzi e gli utensili adatti a scomporre un oggetto nelle sue parti componenti.
Inoltre l'azione di smontare le macchine, di qualunque tipo, è estremamente importante per conoscerle meglio, capire come sono fatte, ripararle o migliorarle.



Un esempio che rappresenta entrambe le interpretazioni: un esploso di un avvitatore elettrico, ossia una macchina per smontare altre macchine, a sua volta smontata.

giovedì 26 aprile 2012

Letteratura

Secondo Pirandello la riflessione smonta metaforicamente le "creazioni del sentimento" per vedere come sono fatte, conoscerle a fondo. Solo così si può renderle oggetto di umorismo, inteso come sentimento del contrario.

"Tutte le finzioni dell’anima, tutte le creazioni del sentimento vedremo esser materia dell’umorismo, vedremo cioè la riflessione diventar come un demonietto che smonta il congegno d’ogni immagine, d’ogni fantasma messo su dal sentimento; smontarlo per veder com’è fatto; scaricarne la molla, e tutto il congegno striderne, convulso."
Luigi Pirandello, L'Umorismo


"Cercare di capire la storia è come smontare un pianoforte per vedere dov'è una Sonata di Ludwig van Beethoven."
Vittorio Giovanni Rossi, sulla rivista Epoca


"Sa che ho paura del mondo e allora vuole smontarlo come un tostapane, capire come funziona e darmi un libretto di istruzioni."
Giulia Carcasi, Io sono di legno


"Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede."
Alessandro Baricco, Oceano mare


"La fama edificata sulla menzogna diviene presto uno spiacevole ostacolo. È facile indurre a credere una menzogna, ma è faticoso smontare il lavoro fatto."
Mark Twain, Imprecazioni d'autore

giovedì 19 aprile 2012

Informatica


Hacker: smontare per capire  


L'Hacker: chi è costui?
Ci può venire incontro la radice della parola, hacker, dal verbo inglese to hack, che tra i vari significati ha anche quello di "smontare, fare a pezzi", dunque alla lettera l'hacker sarebbe colui che fa a pezzi, o meglio che smonta qualcosa per arrivarne all'essenza, per comprenderne il funzionamento. Naturalmente, se proseguiamo su questa strada, lo "smontare" vale sia per oggetti materiali che immateriali e si può intendere anche in senso metaforico. Smontare, che non è necessariamente distruggere, e rimontare sono le tipiche attività svolte dai bambini, che hanno nel tatto e nella vista alcuni dei più potenti alleati alla scoperta del mondo. Ecco allora che il bambino, per comprendere il funzionamento delle cose, le deve aprire, per scrutare gli ingranaggi all'interno, altrimenti non visibili dall'esterno [...] L'hacker infatti è chiunque abbracci uno stile di vita ispirato alla volontà di conoscere e capire le cose, diventando esperto nel proprio settore grazie alla continua messa in discussione delle verità acquisite, arrivando a essere maestri nella propria disciplina a furia di aver smontato e rimontato oggetti o concetti con la stessa filosofia.


To Hack, in inglese, significa letteralmente rompere, smontare, e per questo nell'ambiente dei patiti di informatica dei primi anni '70 quelli che esploravano le funzioni più recondite degli elaboratori ed il modo di sfruttarle in tutti i modi possibili iniziarono ad autoaffibbiarsi il nomignolo di Hackers, nick poi esteso anche a tutti coloro che si industriano per esaminare, smontare, capire e rielaborare qualsiasi cosa che abbia un minimo di contenuto tecnologico, o meglio, una quantità di elementi che interagiscono tra di loro tramite meccanismi modificabili a piacimento per realizzare funzioni del sistema anche estremamente diverse da quelle per le quali il sistema stesso era stato concepito. In questo senso è considerabile un Hacker anche chi si diverte a smontare la falciatrice per studiarne la costituzione interna o, addirittura, per modificarne il funzionamento.
http://hosting.faithsystems.net/modding/filosofia.htm

"Ho cercato per tutta la vita, di essere un hacker culturale. Smontare l'informazione e la conoscenza per cercare di capire cosa c'è dentro."
Giancarlo Livraghi